Pioggia di fosforo bianco su Falluja? E chi se ne ricorda!?!

15 11 2009

di Paolo Steffan

IN ITALIA DEL NORD – In una domenica mattina – giorno del Signore per i cattolici – (come quella in cui sto mettendo assieme queste parole), mentre una ottantenne sta pregando in chiesa che i suoi nipoti vengano assolti dai numerosi loro peccati; mentre un ultrasessantenne sta leggendo, sulla panchina della misera area verde davanti al suo condomio, il giornale zeppo di berlusconate e inciuci democratici coi trans (problemi sociali?); mentre un cinquantenne è comodamente affondato nella pelle del suo sofà a consumare le ultime mezzore di poltrimento davanti alla tivù; mentre un quarantenne va a vetrine con la sua consorte dalle vesti succinte e dai tacchi vertiginosi; mentre un trentenne spende il primo stipendio cliccando annoiato siti porno a pagamento; mentre un diciottenne riempie di carburante di provenienza iraqena il serbatoio della sua nuova 8 cilindri fiammante; mentre un bambino di 4 anni si gode i rumori del su secondo videogioco; mentre una neonata vive le sue prime ore di perfetta salute in un salubre istituto ospedaliero privato della Lombardia…

A FALLUJA – NASCONO UN MOSTRO, UN INFELICE, UN EMARGINATO!

L'arte del far finta di niente

Ecco la colpa che si nasconde dietro i sorrisi dei nostri capi di stato: quel 2004 è più che mai quest'oggi: in Iraq come in Italia. Ho pensato che questo accostamento possa ben illustrare il mio intento di smuovere le coscienze di anche un solo lettore! A sinistra una morte per fosforo bianco a Falluja, a destra l'allora e ancora alleato degli USA in Iraq.

Non amo fare della retorica, né cliccare sui facili sentimenti delle masse, a mo’ di studioaperto. Ma qui è giusto farlo, perché la mia sensibilità di essere umano non mi consente di stoppare le lacrime di fronte a certe cose, né la rabbia di fronte al loro essere taciute!

Non ho particolare simpatia per la lingua inglese, né la conosco bene: eppure stamani – pubblicato da poche ore con data 13/11 – ho letto quasi d’un fiato, aiutandomi con un vecchio vocabolario, un articolo del Guardian, quotidiano inglese, dal titolo Huge rise in birth defects in Falluja. Iraqi former battle zone sees abnormal clusters of infant tumours and deformities.

Un numero “fuori dalla norma” di nati con diverse forme tumorali e disfunzioni al sistema nervoso: 2 AL GIORNO: “a very marked increase in the number of cases of less than two years [old] with brain tumours”, così recita il Guardian. E dove? In quella stessa Falluja martoriata da misteriosi bombardamenti al fosforo bianco, visto da molti nostalgici simbolisti come il colore dell’innocenza: e così la colpa è ancora impunita, i morti del 2004 sciolti non solo fisicamente ma anche dalla memoria di noi occidentali.

Ma queste “nascite” sofferte di esserini malformati, malati già nell’utero delle proprie madri, senza speranza per sé e per il futuro del loro paese, devastato dalla storia contemporanea e dall’avidità neocapitalista delle potenze democratiche, ebbene, queste “nascite” assumono il valore della memoria aspra e senza fine di un crimine contro l’umanità di cui anche la mia coscienza sente il peso.

Berlusconi_Bush

Gli sghignazzi dei due amiconi proprio mentre il fosforo imbiancava Falluja, staccando la pelle dalla carne dei bambini iracheni, nella più atroce delle morti, che ancora oggi lascia la scia nei neonati del 2009!

Non voglio fare di questa tragedia una questione spicciola di politichetta italiana: però voglio ricordare le facce ridenti del nostro premier di allora ALLEATO E AMICO INTIMO di colui che incarna la colpa di questa carneficina. E la maggior parte degli italiani hanno avuto il “coraggio”, oltre che di sostenere allora l’appoggio berlusconiano al bushismo senza mai rinnegarlo né ammettendone le atrocità, il “coraggio” di rieleggere la medesima persona, che continua a tenerci nascoste queste verità o, se costretto, a liftarle e farne notizie acchiappa-audience.

Io non nascondo di essere stato illuso a suo tempo, ancora 14/15enne, che la guerra in Iraq fosse una cosa quasi buona: ME NE VERGOGNO! Ma crescendo, leggendo, soprattutto vedendo (ciò che i media nascondevano), non ho potuto che sempre più condannare (e condannarmi)!

Con questo articolo, che ha innanzitutto il volere di rimandarvi a quello abbastanza esaustivo del Guardian (e a quelli più vecchi degli anni scorsi circa la vicenda), intendo cercare di innescare la stessa apertura d’occhi (avvenuta in me durante l’adolescenza) in chi mi legge e ancora ha dei dubbi o peggio dei “non m’interessa”! Perché, da esseri umani, solo se si è ciechi si può ignorare e far finta di niente. Oppure bisogna essere dei mostri, ma dentro, non fuori, come quei poverini cui la vita non farà in tempo neppure a manifestarsi, causa i ludi del traballante impero americano e dei suoi alleati, che, sotto la nuova faccia di un – non si sa ancora per cosa – nobel per la pace – che stimo molto, non mi si fraintenda – pare aver dimenticato troppe cose! Obama – all’interno di una politica perlopiù positiva – deve prendersi la responsabilità di far chiarezza ora più che mai su questi fatti, che contano molto di più di quell’hulahoop della sua dolce first lady, così tanto messo per più giorni tra i titoli anche dei migliori telegiornali!

© Paolo Steffan 2009


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4 risposte

23 11 2009
uranioimpoverito

Ho letto anche io quell’articolo, aiutandomi nella traduzione con la Rete. Ne hai trovato traccia in Italia?
a presto

23 11 2009
steffanpaulus

So che il manifesto ha pubblicato negli stessi giorni un articolo su questo fatto, ma non ho trovato l’articolo del guardian tradotto integralmente in italiano: tuttavia c’è n’è uno nel sito di rainews24 [http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=134065].

La cosa che continua a scandalizzarmi è che mi sembra che la televisione – malgrado l’accenda di rado – non faccia mai menzione delle conseguenze della guerra in Iraq e che, anzi, prosegua nella de-sensibilizzazione degli utenti.

23 11 2009
uranioimpoverito

grazie! si è vero.
i colleghi di rainews24 sono fra i pochi che si occupano di queste tematiche, fra i grandi mezzi d’informazione.
ho qui la pagina che mi hai indicata.
c sentiamo e buon lavoro anche a te

23 02 2012
augusto

Ottimo articolo

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